top of page

Intervista a Michele Gavazza: le sue foto in mostra a Genova da Ex Libris

  • 12 dic 2017
  • Tempo di lettura: 3 min

Sabato scorso, presso Ex Libris a Genova, è stata inaugurata la mostra del fotografo Michele Gavazza dal titolo “Steel Flowers”, esposizione che rimarrà aperta fino al 23 dicembre.

Le foto della mostra sono particolari e avvincenti, catturano e coinvolgono, vanno osservate con cura anche più volte perché sono in grado di fornire nuovi particolari e spunti interessanti.

locandina della mostra

Michele Gavazza, novese di nascita, si divide tra Crodo nel verbano e Pozzolo Formigaro nell’alessandrino, da cinque anni fotografo professionista anche se di fotografia se ne occupa già da quindici di anni.

Ha frequentato i corsi professionali della J. Kaverdash e ha partecipato a diverse mostre sia personali sia collettive.

Giunto al termine dell’allestimento l’abbiamo incontrato per questa intervista. Michele, parliamo di questo “Steel flowers”.

Nel senso che Steel flowers, fiore d’acciaio, perché le ragazze che si sono prestate gentilmente ad essere fotografate sono comunque oltre che belle molto in gamba, in gamba perché hanno avuto comunque successo nel lavoro o successo nello studio, quindi non si tratta solo di ragazze belle e basta”.

Dietro a questi servizi c’è una tua ricerca…

Michele Gavazza (da facebook)

Si soprattutto sulle doppie esposizioni c’è una ricerca sui disordini della personalità quindi l’idea della personalità duale, delle varie perversioni, varie nevrosi che può avere una persona ho cercato di rappresentarle in fotografia. Della serie mi piacciono le cose difficili”. Che cos’è la fotografia per te? Una necessità, nel senso che è una roba che devo fare per forza, quando mi prende devo fotografare. Ho progetti in testa che cerco di sviluppare in qualche maniera”. Che cosa ti piace rappresentare con la fotografia? Spero di rappresentare pensieri complessi. Se poi ci riesco o meno bisogna chiedere al pubblico”. Come scegli le ragazze, i soggetti da fotografare? L’idea di base è che mi devono essere simpatiche, dobbiamo avere un bel rapporto, che non vuol dire avere un rapporto sentimentale o di altro genere ma semplicemente un rapporto di amicizia, di conoscenza. Devono essere simpatiche, devono essere in gamba altrimenti non mi ispirano”.

Se dovessi fare la foto più ricercata, quella che non hai ancora fatto?

Mi piacerebbe noleggiare lo spazio che c’è da Milano Studio, che è un grande Green Screen, uno spazio verde enorme e rifare quelli che sono i quadri di Frank Frazetta, un illustratore americano che è quello che ha dato visibilità al genere fantasy. Mi immagino una ragazza svestita, con scudo e spada, che si difende da un drago, dove il drago, ho un amico che fa il grafico, che in computer grafica mi rifarebbe il drago. Quella sarebbe una fotografia che mi piacerebbe fare e che farò prima o poi”. Non piace molto come cosa ma quale etichetta daresti al tuo genere fotografico?

Non ho assolutamente idea. Sto cercando un mio stile che non è facile perché alla fin fine mi piacerebbe essere riconosciuto per uno stile, per un qualcosa e non un dover avere un’etichetta. Come ha scritto un caro amico l’etichetta si da al genere io mischio tutto insieme e vedo cosa viene fuori. Qualche volta vengono fuori cose interessanti e altre volte no, però uno ci vado dietro”.

Oggi esiste un uso della fotografia indiscriminata…

Sai la differenza, il parallelo lo puoi fare con la pittura. Il selfie o il paesaggio fatto al volo, la foto con gli amici fatta così la puoi mettere in quella che era la pittura manierista, cioè il classico ritratto di famiglia, la persona che si faceva fare il ritratto, i ragazzi che studiavano l’acquerello, i fiori. Ecco in quel genere, una cosa più illustrativa, più di figura meno di concetto ci metto il selfie e tutto quello che c’è oggi. Quello che cerco di fare io e quello che cercano di fare gli altri è raccontare una storia che poi la storia venga capita dal pubblico si spera che poi il pubblico magari la rielabora a modo suo come vuole. L’idea è quella di far pensare le persone. Vedi la mia fotografia e devi pensarci, devi dire questa cosa funziona così. Se io non ti faccio pensare ho sbagliato qualcosa secondo il mio modo di vedere”.


STEEL FLOWERS mostra fotografica di Michele Gavazza

Ex Libris Genova – vico dietro il Coro della Maddalena 23 (angolo via Garibaldi)

fino al 23 dicembre

Commenti


bottom of page