Quanto è effimera l'apparenza di colui che vuol solo apparire...
- 7 lug 2018
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Passa un lungo periodo nelle vesti di una ripugnante larva per poi, finalmente, spiccare il volo da bellissima farfalla se non fosse che la sua vita dura pochissimo, è così… effimera.
Poi mi scrollo di dosso questa parvenza entomologa e mi rispecchio nella società odierna dove regna sua maestà l’effimero… purché sia un qualcosa che fa apparire.
Ecco… apparire!
Effimero e apparire sono le due parole d’ordine del mondo di oggi: poi se non vali nulla che importa, conta l’apparenza.
Ma l’apparenza è come una bolla di sapone: bella da vedersi mentre si muove nell’aria catturando i raggi del sole per poi scoppiare dimostrando quello che realmente è: vuota!
Lo scrittore e filosofo spagnolo Baltasar Gracián affermava: “Ci sono individui composti unicamente di facciata, come case non finite per mancanza di quattrini. Hanno l’ingresso degno d’un gran palazzo, ma le stanze interne paragonabili a squallide capanne”.
Quanta verità in questa affermazione che resiste da poco meno di quattrocento anni, quante persone oggi sono solo facciata e zero contenuti, sono scatole vuote inconsistenti.
Però se qualcuno si può beare di questo status è perché ci sono persone che si accontentano di questo “vuotismo” interiore esaltato dall’apparenza senza andare a scavare se il tutto si basa su fondamenta solide.
Forse è più semplice, però alla fine cosa ci resta in mano? È come voler afferrare l’aria, stringerla in un pugno e poi scoprire, aprendo la mano, di non aver acchiappato nulla.
Personalmente voglio ancora cercare la concretezza. I parolai li lascio agli effimeri che vogliono apparire e ai loro, altrettanto vuoti, seguaci. “Se si fanno dei progetti concreti, se si coltivano le proprie ambizioni, se ci si dà da fare con umiltà, se si aguzza l’ingegno, i sogni diventano realtà” (Banana Yoshimoto).
Fabrizio Capra





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